Sopravvivere a Londra

05mar
2013

L’assurda fine del murales di Bansky


Il Papa si è dimesso, e credevo fosse la notizia più incredibile dell’anno. E invece no! Arrivo a casa dopo le vacanze elettorali e cosa vedo in prima pagina sull’Haringey Indipendent del primo marzo? Che il murales di Banksy, quello del bambino che cuce a macchina, intitolato “Slave Labour”, è sparito da Wood Green! Lì per lì immagino con rabbia che qualche scimunito abbia tolto il plexiglass messo a protezione, e lo abbia imbrattato (senza che nessuno se ne accorgesse? Strano..). Poi però inizio a leggere l’articolo e con sorpresa e sconcerto scopro che il murales è stato letteralmente asportato (insieme alla parte di muro di cemento, ovviamente!), due settimane fa, per venire messo all’asta dalla Fine Art Auctions Miami (base di partenza: 400.000$)!!! Fortunatamente l’ira dell’intera comunità di Wood Green si è ingigantita a tal punto da generare un’eco di sdegno mondiale, e ha costretto la casa d’aste a bloccare la vendita (per il momento). Ora la discussione è aperta: chi è il proprietario del murales (sempre che si possa individuarne uno)? La Street Art ha senso se spostata dal suo sito originale? Bisogna riportare il disegno a Londra, oppure spostarlo altrove? A questo proposito, il  Turnpike Art Group, che ha dipinto una suora là dove prima c’era il bambino, ha suggerito con amara ironia che il Banksy non venga rimesso al suo posto, ma che venga “custodito lontano dalle tentazioni”!

Che tristezza!

Categorie: Cultura for freeCuriosità

TAGS: BanskygraffitiStreet ArtWood Green

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